Caro Sceicco,ti scrivo dal bar del Palkin, al lavoro come sempre. Partito Pennello ho smesso con il business delle melanzane ed ora vendo turisti facoltosi alla mafia russa. Pennello ha scambiato la primavera per una marmotta e si è imbarcato su un cargo per il Brasile con Daler, il cuoco del Barannikov. Per me è questione di poco: Isna ha trovato un lavoro da interprete a Shangai e probabilmente la seguirò. Spero riusciremo ad incrociarci in Katai. tuo Pippone |
Poco prima dell'arrivo della primavera sono seduto all'ingresso delle cantine di un grosso palazzo del centro. Sette cani neri dall'aria pigra contemplano l'aria pesante nella penombra di fronte a me. Alla luce di una pila leggo cosmopolitan, il numero di febbraio. Quando mi accorgo di saperlo quasi a memoria mi alzo e con calma indosso lo yoroi. Il terzo cane mi ignora e continua a sonnecchiare, il quarto scorreggia rumorosamente. La sua scorreggia è una nuvola color porpora in cui si materializza Basho, poeta e bohémien, vestito da komuso con il cestino del pane in testa. E mi pone il seguente quesito: il figlio del minchia è minchia?
In breve, dopo una settimana a offrire vodka e borscht, scopriamo che invece del Perelman c'è un fantoccio con un particolare inquietante: un dente di cristallo con dentro un fossile. Presi alla sprovvista ci consultiamo con Pippone e Pennello, che sono passati dalle caricature alle melanzane, che vendono al mercato a caro prezzo (e vanno a ruba perché ogni melanzana contiene un elefantino di balsa). Intanto lo zio Minchia ci confida di voler girare un film, un po' musical e un po' road movie, sulla vita, le gesta e gli amori del premio Nobel per la danza Tony Reina. Questo con il milione del Perelman. Che però è un fantoccio con un dente di cristallo con dentro un fossile. Disorientati andiamo a pescare e meditiamo sul da farsi, mentre Pippone e Pennello continuano con il business delle melanzane.

A San Pietroburgo c'è Perelman, matematico geniale che ha dimostrato la congettura di Poincaré, un problema di grande complessità che ha resistito agli attacchi dei migliori geometri del '900.
Come alcuni sanno per la dimostrazione (o la confutazione) della congettura di Poincaré nel 2000 il danarosissimo Clay Mathematics Institute ha offerto un milione di dollari.
ll Perelman (Grigory detto Grisha) ha vissuto di rape e cavolo nero per una decina d'anni lavorando all'Istituto di Matematica Steklov di San Pietroburgo, senza pubblicare una virgola, fino al novembre 2002 quando un suo articolo è comparso in rete e immediatamente legioni di illustri matematici si sono messi a cercare di decifrarlo. Nell'articolo propone una "dimostrazione eclettica" della congettura di geometrizzazione di Thurston (che risale agli anni ''70) che implica la congettura di Poincaré. In una nota ringrazia chi lo invitò negli Stati Uniti a metà anni '90 e afferma di aver campato per dieci anni con i soldi di quella visita.
E in tutto questo che c'entriamo io e lo zio Minchia? Parrebbe che al Perelman non interessi minimamente il milione. Tant'è che non ha neanche inviato i suoi articoli ad una rivista per la pubblicazione (una delle condizioni per il milione è che i risultati vengano pubblicati). E qui entriamo in gioco noi.
Dapprima si cerca una sistemazione a San Pietroburgo, poi si inizia una cauta ma cordiale manovra di avvicinamento al Perelman fatta di vodka e borscht al bar dello Steklov.
Lo zio Minchia mi dice che ha un'idea da sottoporre al Perelman, un'idea che io non potrei capire ma che Grisha dovrebbe apprezzare e potrebbe spingerlo a intascare il milione (tra l'altro il Perelman è pure tra i favoriti per una Medaglia Fields, il Nobel per la Matematica, assegnato ogni quattro anni, il prossimo nel 2006 a Madrid).
Dunque io mi fido. Dopo tre settimane a ballare il tango finlandese in giro per le malinconiche sagre di primavera della Carelia abbiamo deviato ad est e siamo riusciti a passare il confine. Fra pochi giorni dovremmo essere a San Pietroburgo. Due compagni ci seguiranno nell'impresa: sono Pippone e Pennello che già da un paio di settimane potete trovare sulla Prospettiva Nevskij a fare caricature ai turisti, vestiti rispettivamente da carciofo e da ghisa.
[nella foto Mike Leigh indossa una camicia rubata a me medesimo chissà quando e chissà come]
Il 10 giugno 1854 il ventisettenne Giorgio Federico Bernardo Riemann espose la sua lezione di abilitazione all'insegnamento universitario dal titolo "Ueber die Hypothesen, welche der Geometrie zu Grunde liegen", tra gli altri di fronte al temibile Gauss. Come la storia ci insegna la lezione fu un successo epocale e ancora oggi i sedicenni di tutto il mondo ne copiano le frasi più ad effetto sui diari delle sedicenni più incantevoli che conoscono.
O forse no. Ma i sedicenni che conosco io lo fanno, quindi non vi crucciate e credetemi.
Comunque ieri mattina una fotocopia del testo della lezione è comparsa su uno dei tavoli di lettura della biblioteca. Con un foglio in più, su cui c'era una foto di Riemann, quella che conoscono tutti per intenderci. E sotto alla foto le parole "sono arrivato".
Mi sono guardato intorno, ma c'era solo Pippone che cercava di leggere Matti Hagelberg in Finnico. Così mi sono seduto e mi sono riletto la lezione di Giorgio Federico Bernardo, il visionario della bassa Sassonia. Dopo un po' è passato il liutaio del carcere e siamo andati a pranzare con Pippone.
A pranzo Lauri il liutaio ci racconta (la solita pantomima) che è arrivato un signore importante che sta ispezionando il carcere. Chi sia il signore Lauri non ce lo sa dire. Poco dopo compare un ranger carogna, che mi dice "saksa, saksa!" (Tedesco in Finnico) e mi fa segno di venire. Ne deduco che hanno bisogno di un interprete dal Tedesco al Tedesco (in effetti il Tedesco non lo parlo male) e lo seguo.
E davanti alla macchinetta delle focaccine al salmone c'è un ineffabile signore vestito alla Riemann, con la barba alla Riemann che carica di insulti gli ignari ranger carogna che lo ascoltano attenti schierati nel corridoio, e non capiscono una mazza.
Immediatamente riconosco la voce e la pelata di mio zio Minchia (la voce di Riemann non la riconoscerei). Lo zio Minchia crista e smadonna come il peggior Luzi il giorno dopo i Nobel, e per di più in crucco. Ma i ranger carogna non osano contraddire la sua autorità, e quando lo zio Minchia apre una borsa da cui estrae cristalli azzurri e incomincia a distribuirli, si fanno avanti docilmente uno per volta finché tutti non ne hanno uno.
Poi ogni cristallo si mette a levitare e ogni ranger si mette a fissare il proprio cristallo, immobile. Allora lo zio Minchia mi fa segno di seguirlo e usciamo dal carcere nel silenzio più assoluto infilando una per una una decina di porte spalancate.
Basta neve, basta C++ e basta Boccherini.
Ora siamo in viaggio su una moto con il sidecar.
Non l'avevo mai provato il sidecar, una figata!
Poco dopo l'ultimo post, nella focaccia di salmone che ci servono tutti i giorni a colazione ho trovato un biglietto di mio zio Minchia.
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Non temere nipote. Finisco di tradurre il libro di Jefke e ti esco dai Finnici. |
Ma per il momento pare che lo zio proceda con la traduzione.
Due giorni fa Pippone è stato arrestato dai ranger carogna mentre preparava i cessi del carcere per la tradizionale esplosione che segnala l'inizio della primavera (si, come in Animal House, a Pippone Belushi è sempre piaciuto). Pennello, che pure c'era, è riuscito a fuggire e si è dato alla macchia.
Intanto non avendo null'altro da fare mi sono messo a leggere l'unico libro in inglese nella libreria del carcere: "Solving your mid-life crisis with C++". Ma non avendo che di rado accesso ad un compilatore, carico i programmi nella ram di Pippone che sta nella cella di fronte alla mia e li faccio compilare ed eseguire da lui.
Grazie al C++ io e Pippone abbiamo fatto amicizia con il liutaio del carcere, che di tanto in tanto ci porta una tazza di brodo di montone fischiettando Boccherini (sempre Boccherini in questo carcere, Sibelius non se lo incula nessuno).
[in alto a sinistra una rara foto di Pippone e Pennello ai tempi delle elementari]
A Jokkmokk mi sono divertito, si.
Poi accomiatatomi dall'allegra brigata cazzara dei Sami e dal loro inverno iperboreo ho inforcato una motocicletta trovata a Jokkmokk e sono partito verso i mari del Sud. Procedeva tutto bene finché a una stazione di servizio... (dannate stazioni di servizio! e dire che non c'è un film che ne parli bene, Existenz, Thelma e Louise, the Hitcher me li ricordo bene... e allora perché fermarsi? Ma si sa lo sceicco talvolta ama il rischio)
Manco avevo finito la mia focaccina farcita di prosciutto di renna che arriva un ranger carogna e mi chiede i documenti in finlandese (no, il finlandese non lo parlo, era solo intuito sceicco). Io i ranger carogna non li posso soffrire, i documenti neanche.
Così ho preso la moto e sono scappato. Ma quando c'è un'unica strada immersa nella neve per decine di chilometri senza vie di fuga, il tutto volge necessariamente a un cordiale inseguimento che si conclude con la fine della benzina (e mi ero pure detto: prima la benzina, poi la focaccina).
Ora ho un indirizzo fisso, almeno finché non riusciamo a capirci. Io già ho spiegato ai signori che sono un innocuo sceicco delle nevi. Loro d'altronde mi hanno probabilmente già spiegato che senza documenti la sauna la posso fare solo in carcere.
Però stamattina ho avuto una visione. Nella lavanderia del carcere mi sono apparsi i miei compagni di banco di terza e quarta elementare Pippone e Pennello.
Volevano darmi dei consigli ma hanno finito per litigare e Pennello ha lanciato Pippone di testa nella lavatrice. Io mi sono spaventato e sono corso a chiamare un ranger. Ma quando siamo tornati a controllare Pippone e Pennello erano scomparsi.
Ora sono nella biblioteca del carcere; ci sono solo libri in finlandese e nessun prete alcoolizzato che mi voglia insegnare la lingua come al Sampo Karjalainen di Diego Marani. La radio del bibliotecario suona la musica notturna delle strade di Madrid di Boccherini.
A questo punto solo Tony può salvarmi.
Non so da voi, ma qui sta nevicando talmente tanto che il casco per gil esercizi di levitazione non serve più a niente: se cado sprofondo per un metro abbondante.
E con questo se ne sono andati anche i tuffi nel lago dopo la sauna perché non riusciamo più a trovare il lago.
Ho conosciuto Zoltán, etnologo (dice lui) ungherese. Sta qui quasi tutto l'anno tra gli iperborei a bere koskenkorva al catrame e cerca noaide (gli sciamani sami) nei villaggi. Dice che non se ne trovano molti (solo nei posti giusti), ma se ne trovate uno spesso sanno fare cose interessanti. Ogni noaide ha un runebom: è una specie di tamburo magico a fumetti; suonandolo il noaide parla con i morti e soprattutto con il suo demone personale che muovendosi con grande rapidità è in grado di andare a ficcanasare in qualsiasi angolo del mondo per conto del noaide. Un noaide potente riesce a viaggiare aiutato dal runebom e dallo joik (il canto tradizionale sciamanico sami). Se poi è in vena, il noaide può lanciare grandi sfighe che possono viaggiare anche molto lontano (in italia arrivano tranquillamente ad esempio) sotto forma vuoi di mosche blu, vuoi di topi con due teste (una davanti e una dietro).
[it's only rock'n'roll, baby]

E' quasi un mese che sono quassù; e pur sentendomi molto lontano, mi diverto un sacco.
La mia storia sceicca con la fanciulla della slitta bianca è stata cosa breve, ma certamente molto divertente. Nel suo palazzo di ghiaccio me la sono poi spassata un sacco a giocare con i suoi gadget hi-tech, tutti di ghiaccio. Finché una fredda serata di fine anno ho conosciuto dei simpatici amici suoi, che erano venuti a trovarla da un villaggio vicino.
Così mi sono congedato dalla bella e mi sono unito a loro. Dovete sapere che nella Lapponia (la Lapponia tutta, non quella svedese o quella finlandese) c'è una rete di piccole comunità anarchiche. Per intenderci, non tipo gran discussioni, dibattito e assemblea a colazione, pranzo e cena, ma piuttosto, siamo tutti d'accordo e l'organizzazione c'è, per cui divertiamoci e poche ciance. Un po' alla Tony, insomma (dove sarà finito Tony?). Per ora sono stato in sette posti diversi, e non me ne è dispiaciuto nessuno.
C'è ovunque qualcuno che parla le lingue, con cui comunico normalmente, e qualcuno che parla solo il dialetto Sami locale (o forse così cerca di darmi a credere). Così mi ricordo di essere lontano, e me ne rallegro.
Qui tutto è coperto di neve, e, tanto per non rischiare di rimanere senza, nevischia tutti i giorni. Fa freddino, devo ammetterlo, ma non troppo, si arriva ai -16. Ma la cosa più spiazzante è la durata del giorno: il sole sorge verso le dieci e mezza del mattino per poi tramontare poco prima delle tre del pomeriggio. Però la differenza tra giorno e notte è piuttosto sfumata rispetto a quella che conoscevo io. Insomma, la notte il cielo non è scurissimo, e la luce riverbera sulla neve.
Un paio di settimane fa ho conosciuto Mika, un signore gentile che alleva renne e sa levitare sulle nevi. E' una cosa splendida a vedersi: Mika si distende sull'aria che subito regge il suo peso e lo solleva di poco più di un metro. Di norma lo fa per riposare e si mette al sole (quando c'è) di fianco a casa sua. Ma sa anche muoversi levitando a mezz'aria sulle nevi lapponi, per quanto io l'abbia visto una volta sola. Mika si è messo in testa di insegnarmi la levitazione su neve, come fosse un qualsiasi sport invernale. E temo abbia trovato la persona sbagliata. Sono due settimane che mi fa fare esercizi di concentrazione su un'amaca sua di pelli di renna. Purtroppo come il più banale monaco tibetano, invece di levitare mi addormento, e allora Mika mi tira giù dall'amaca e ce ne andiamo a berci un nero salmiakki koskenkorva con gli altri del villaggio.
Insomma io di qui tanto presto non me ne vado, questo per varie ragioni. Vado matto per i tuffi nel lago ghiacciato dopo la sauna, e ci abbiamo messo due giorni a segare il ghiaccio dalla superficie del lago. Poi non si sa mai, se Mika riuscisse davvero ad insegnarmi a levitare sulle nevi, dovrei sfruttare la cosa prima che le nevi se ne vadano (c'è tempo, è vero, ma io qui quando ci torno?). E poi fra poco c'è il mercato invernale di Jokkmokk (il quattrocentesimo!), che non voglio perdermi.
Spero stiate tutti bene e spero che qualcuno di voi venga a trovarmi a Jokkmokk.; nell'attesa auguro a tutti un buon anno sceicco!
[Nella foto di Mika si intravede un raro ritratto di sceicco trapiantato in Lapponia. Il casco serve per gli esercizi di levitazione.]

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